INTERVENTO SU ESITO COMMISSIONE ANTIMAFIA 18 settembre 2012


A mio parere, Eccellenze e colleghi, il punto fondamentale, il grande valore del lavoro fatto con impegno e precisione da parte di questi 8 Commissari, o meglio 8 cittadini come ha detto un consigliere prima di me, non sta nei nomi che sono emersi.
LO SCOPERCHIAMENTO DEL “SISTEMA” SAN MARINO
Il valore vero è un altro. Questa relazione ha messo su carta, su un documento ufficiale, il sistema San Marino, quello di cui si è parlato per anni ma su cui si è sempre glissato perchè “non ci sono prove”, perchè “se si hanno gli elementi bisogna andare a denunciarli in Tribunale”, perchè “facile fare demagogia”, perchè “si vogliono strumentalizzare le cose”: nella relazione si parla infatti con dovizia di particolari e di testimonianze di tangenti, di ispettori sul lavoro corrotti, di rapporti fra edilizia e politica miranti ad utilizzare la politica per aumentare gli indici, cambiare le destinazioni d'uso, di una bolla immobiliare di proporzioni enormi e foraggiata da soldi sporchi, ecc...si parla ancora di mediatori nel rapporto politica-affari, di meccanismi di controllo del voto, di utilizzo disinvolto e contro legge di contanti e assegni post-datati, di finanziamenti allegri all'edilizia da parte delle banche, di politici coinvolti negli affari mascherati dall'anonimato societario e, infine, di rapporti con la malavita organizzata, minacce, metodi mafiosi, ecc...
I NOSTRI AVI TENEVANO AL PAESE, QUESTA CLASSE POLITICA SOLO AI SOLDI...
Anche io quindi, come ha fatto un collega prima di me, voglio rivolgermi ai cittadini dicendo questo: ci rendiamo conto di come una classe dirigente che è in auge da anni in questa piccola Repubblica ha ridotto questo Paese?
I nostri nonni avevano combattuto per una San Marino dove le parole libertà, democrazia, trasparenza, solidarietà, senso dello Stato, rispetto, etica avessero un valore e fossero il fondamento della nostra vita civile; questa classe dirigente invece ha combattuto per procacciarsi affari sempre più grossi a costo di attirare la malavita organizzata in territorio e di far perdere qualunque senso di moralità a larghe fasce del Paese.
I nostri avi in vari tempi hanno tenuto la schiena dritta di fronte a rischi forti per la Repubblica, hanno rinunciato a tentazioni e si sono tirati su le maniche per superare le difficoltà mantenendo sempre in primo piano l'amore per il proprio Paese e la volontà di tenerlo al riparo da rischi; questa classe dirigente invece ha scelto, consapevolmente, di intrallazzare con la malavita, col riciclaggio, con gli affari, coi poteri forti pur di arricchirsi sempre di più!
Questo è quello che questa relazione ci mette prepotentemente davanti, in un documento ufficiale che sancisce, ripeto, ciò che sapevamo tutti ma lo rende noto con franchezza ai cittadini. E questo è il suo grande valore politico, che è diverso dal valore penale.
RESPONSABILITÀ DEI LEADER COINVOLTI NELLA CREAZIONE DEL “SISTEMA”
Questa è la San Marino che la politica degli ultimi 25 anni ha creato, per responsabilità di una classe dirigente che aveva i suoi maggiori leader soprattutto nelle 3 persone che sono venute fuori con più forza in questa relazione. Questi leader oggi naturalmente cercano di difendersi, legittimamente: ma di fronte ad elementi e testimonianze in alcuni casi molto circostanziate e precise e, dirò di più e lo ripeto, di fronte alla messa in evidenza di un sistema da loro stessi voluto e creato e dei cui risultati in termini di benessere economico si sono sempre vantati e continuano a vantarsi, forse sarebbe utile un altro tipo di atteggiamento verso il Paese.
Le responsabilità da ammettere non sono tanto nel fatto che si sia andati a fare footing o meno con Vallefuoco o nel fatto che si fosse o meno proprietari di quote non dichiarate in una società come la Fincapital, anche se per un uomo politico queste cose sono gravi e quindi vanno stigmatizzate; le responsabilità più gravi sono nel fatto, lo ripeto ancora una volta, che il sistema da loro creato ha portato il Paese a queste derive, che oggi nella relazione vediamo spiegate in maniera molto chiara, a far perdere al Paese la bussola che lo ha sempre preservato nei secoli.
RESPONSABILITÀ DEI PARTITI NELL'AVERE TACIUTO...
Ma giova anche precisare una cosa, che finora è emersa in maniera poco chiara. Questi leader che “plasmavano” in prima persona questo modello economico e culturale così distorto, che permettevano il rigonfiamento artificiale del settore edile, che lottavano per un certo lassismo nel settore finanziario, che non hanno avuto remore nell'accettare rapporti coi malavitosi, che gestivano tangenti e prebende e tante altre cose, questi leader dicevo non erano soli. Questi leader erano foraggiati, sostenuti e talvolta anche osannati, sempre difesi strenuamente e talvolta eretti a totem inviolabili, dai loro partiti politici, dalle strutture e dagli apparati di questi partiti politici, che vedevano in loro da un lato dei potenti catalizzatori di voti e dall'altro dei leader capaci di mantenere al potere i partiti stessi generando situazioni favorevoli anche per le cosidette “seconde linee”. Quei partiti politici non potevano non sapere in che cosa si concretizzava quel sistema, anzi, tutti lo sapevano, ma nessuno o pochi all'interno lo ammettevano o avevano il coraggio di lottare per superarlo, perchè significava andare contro quei leader e ciò che rappresentavano, e trovarsi fuori dai rispettivi partiti.
CI SI ASPETTEREBBE UN'AUTOCRITICA E INVECE...
Oggi da quei partiti sarebbe lecito aspettarsi, accanto alla condanna per le attività dei singoli propri esponenti, almeno un po' di autocritica, un minimo di ammissione che il meccanismo da loro accettato, perchè non ostacolato, ma anzi ostentato come fonte di benessere economico e quindi di buon esito elettorali, ha generato effetti assolutamente perversi, quelli che la relazione ha molto ben descritto, dalle tangenti alla corruzione, dai rapporti con la malavita alla creazione di un settore edile gonfiato dai soldi neri, e così via. Purtroppo finora ho sentito interventi di altro tenore. Non so se questa sia una reazione utile e positiva, per il futuro e non tanto per il passato, di fronte alla dovizia di particolari con cui la Commissione ha fatto emergere tutte le distorsioni e i danni del sistema creato da questi leader e tacitamente accettato da molti: forse sarebbe meglio prendere coscienza apertamente di ciò che è successo, ammettendo i propri errori, per evitare di rifarli in futuro. Quello che abbiamo visto recentemente nella discussione sull'alienazione degli immobili ai forensi, citato dalla collega Berti, non fa ben sperare. Ma questo giudizio, naturalmente, non lo devo dare io, ma i cittadini.
LE QUESTIONI DI RILIEVO PENALE E IL PROBLEMA DELLA CORRUZIONE
Spetta ai cittadini perchè il giudizio su quanto emerso dalla relazione è da dare ad un livello prettamente politico. Poche delle cose evidenziate hanno un rilievo penale. Una di queste è quella della corruzione degli ispettori dedicati al controllo della sicurezza nei cantieri, questione di cui deve subito essere interessata la Magistratura, e su cui, ovviamente, devono essere attivate senza indugio le norme di disciplina per un veloce allontanamento dei coinvolti. Questo aspetto ci dimostra con chiarezza ancora una volta come il problema della corruzione sia diffuso, nonostante la pochissima nostra consapevolezza, come evidenziatoci dal Greco: e ci deve imporre di porre in essere senza indugio una legge organica sul tema, senza ulteriori ritardi. Si parla poi di tangenti, ed anche queste dovranno essere accertate dal Tribunale.
CAPIRE PERCHÈ IL TRIBUNALE NON FUNZIONA
A proposito del Tribunale, consentitemi una parentesi: io voglio sapere con certezza, una volta per tutte, che cosa manca al Tribunale per poter essere efficace nell'azione di contrasto a questo genere di reati. Mancano le intercettazioni? Manca la garanzia dell'anonimato dei denuncianti? Manca una polizia giudiziaria all'altezza? I magistrati non sono capaci? Io lo voglio sapere, perchè dobbiamo poter avere una Magistratura funzionante, che possa accertare le situazioni e giungere a sentenze, non ad archiviazioni per mancanza di elementi. Voglio sapere dagli addetti ai lavori, Magistrati, avvocati, utenti, Polizia, Gendarmeria e dalla Commissione Giustizia che cosa dobbiamo fare per far funzionare il nostro sistema di giustizia perchè non può essere che su situazioni di rilievo penale come quelle evidenziate non vengano mai alla luce. Voglio che venga promosso un confronto fra gli attori in campo per giungere a soluzioni, perchè una giustizia funzionante è essenziale, perchè non possiamo mantenere una giustizia inefficiente a soli scopi di strumentalizzazione politica. Ci crediamo? Lo vogliamo fare o preferiamo solo parlarne e lamentarci?
SULLE QUESTIONI DI RILIEVO POLITICO VEDREMO LE REAZIONI DEI PARTITI
Come dicevo però sono poche le questioni emerse che hanno un rilievo penale. Sono molte, invece, quelle di rilievo politico.
E sulle situazioni emerse penso che sia essenziale da un lato, lo ripeto ancora, un forte processo di consapevolezza e autocritica, e dall'altro una continuazione del lavoro a partire dalla prossima legislatura, perchè ci sono ancora moltissimi casi in cui gli intrecci fra politici ed economia (in particolare finanza ed edilizia) vanno esplorati: penso ai casi Finprojecte Criminal Minds ad esempio.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, se prevarrà la tesi minimalista tesa a sminuire ciò che è emerso dalla Commissione oppure se prevarrà l'assunzione di responsabilità sulle degenerazioni del sistema che, accanto all'isolamento dei personaggi coinvolti, ci porti a ragionare sulla immediata, immediata, immediata messa in campo degli strumenti necessari di contrasto ad eventuali degenerazioni future, con particolare riguardo alla funzionalità del Tribunale. Anche da questo si valuterà la differenza fra volontà di cambiamento vera e volontà di cambiamento a parole.
Concludo rinnovando ancora i complimenti ai Commissari per il lavoro svolto, la precisione della relazione e la capacità di sostenere il dovere di riservatezza. Credo sia stato un ottimo esempio, anche per il futuro.